In un’inversione di rotta sorprendente, il governo italiano alla fine ha dovuto cedere alle pressioni incessanti delle compagnie aeree low-cost, con Ryanair in prima linea, e delle autorità europee. Il Ministro Urso ha nei giorni scorsi presentato un emendamento al decreto sul caro voli di agosto, ridimensionandone significativamente l’impatto. Questa decisione è scaturita dalle intense attività di lobbying delle compagnie aeree e dai colloqui informali tenuti dal governo a Bruxelles con la Commissione Europea, che aveva avvertito del rischio di procedimenti di infrazione legati a un decreto che, nella sua formulazione originaria (comprendente il limite al prezzo dei biglietti imposto per legge), entrava in netto contrasto con le norme comunitarie sulla concorrenza.
Il contenuto del decreto originario
Il decreto, approvato ad agosto dopo un ingiustificato aumento dei prezzi dei voli nel semestre precedente, vietava la “fissazione dinamica delle tariffe” quando la variazione avveniva all’esito di una duplice circostanza: 1) alternativamente: a) incideva sulle rotte nazionali di collegamento con le isole; b) avveniva in concomitanza con un picco di domanda legato alla stagionalità (es. periodo estivo, durante le festività, in occasione di eventi) o; c) in situazioni emergenziali; 2) conduceva ad un aumento del prezzo di vendita del biglietto o dei prezzi dei servizi accessori del 200% superiore alla tariffa media del volo.
La reazione decisa di Ryanair: il taglio delle tratte interne
Come precedentemente riportato nei nostri precedenti articoli, Ryanair aveva reagito al decreto del governo prima minacciando una riduzione dei collegamenti interni e poi tagliando i collegamenti aerei su alcune tratte nazionali, in particolare quelle di collegamento con la Sardegna. Questa mossa aveva inevitabilmente portato a una diminuzione dell’offerta di biglietti disponibili, causando un conseguente aumento dei prezzi per i biglietti rimanenti. In ogni caso Ryanair e le altre low cost come easyJet, Wizzair, Vueling e Volotea avevano continuato per la loro strada ed erano riuscite, nonostante il tentativo di limitazione per decreto, a far lievitare il prezzo dei voli.
La modifica del decreto in risposta alle proteste
Tuttavia, considerando che il rischio non si limitava al solo minacciato abbandono di alcune tratte aeree sul territorio italiano (con conseguente aumento dei prezzi per le alternative di trasporto rimanenti), ma includeva anche l’apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea, il governo ha deciso di fare marcia indietro. A fronte di tale indietreggiamento è stato annunciato l’intento di dotare il Garante per la concorrenza e il mercato di nuovi strumenti per prevenire e contrastare la speculazione nel settore del trasporto aereo.
Conclusione: per ora niente cambia, ma in futuro (forse) interverrà l’antitrust
Nel concludere, rimane da vedere come verranno sviluppati e implementati questi nuovi strumenti e poteri una volta che il decreto sarà stato approvato. Fonti ministeriali suggeriscono che il Garante per la Concorrenza sarà investito dell’ “esame in concreto del fenomeno speculativo dotandolo di penetranti poteri“. Nelle intenzioni del ministero l’antitrust “potrà effettuare la verifica sulla sussistenza di pratiche concordate o di abuso di posizione dominante anche quando ad accordarsi o coordinarsi non siano gli ‘uomini’ ma gli algoritmi da essi commissionati“.
Tuttavia, resta un grande interrogativo circa l’effettiva possibilità che tali obiettivi possano essere raggiunti. Pur sostenendo, infatti, il ministero che tali sistemi possano coordinarsi a discapito degli interessi dei passeggeri, in realtà non solo questi sistemi non comunicano tra di loro (ogni compagnia aerea ha il proprio sistema di gestione della vendita dei biglietti) ma, in quanto programmi software, sono anche protetti da legislazioni internazionali.
Dunque, il futuro della regolamentazione della vendita dei biglietti nel settore del trasporto aereo rimane incerto mentre il governo, al di là dei soliti slogan, non sembra essere in grado di dare risposte concrete.
Proteggete i vostri diritti di passeggeri con l’assistenza esperta di Diritti Al Volo
In un mondo dove viaggiare in aereo diventa sempre più caro e i diritti dei passeggeri sono sempre più sacrificati sull’altare del profitto, è essenziale ricordare che anche quando si vola si hanno dei diritti.
Noi non possiamo aiutarvi con il prezzo dei voli, ma possiamo farvi recuperare il giusto risarcimento (sia esso una compensazione pecuniaria, un indennizzo o qualsivoglia altro rimborso) per tutti i casi in cui la compagnia aerea vi abbia arrecato dei disagi e non intenda assumersene la responsabilità.
Se anche voi vi siete trovati come tante altre persone che abbiamo già aiutato, in situazioni difficili quali la cancellazione del volo, il ritardo del volo (oltre le 3 ore – o anche meno se vi è stata una perdita di coincidenza con altro volo –), il negato imbarco (anche detto overbooking); o, ancora, il ritardo nella riconsegna, lo smarrimento o il danneggiamento del vostro bagaglio imbarcato, non esitate a rivolgervi all’assistenza esperta di Diritti Al Volo.
Anche se la compagnia aerea sembra avervi abbandonato, noi siamo qui per voi.