Anche se revocato, lo sciopero del 19 maggio, ha causato diverse cancellazioni che si presenteranno senz’altro anche il prossimo 4 giugno 2023. I disagi per i poveri passeggeri continuano
È stato un periodo di grande incertezza per i passeggeri del settore aereo, in seguito al rinvio dell’ultimo minuto – revocato nel tardo pomeriggio del 18 maggio – dello sciopero programmato per il 19 maggio 2023.
La revoca dell’astensione, motivata dall’emergenza che ha colpito l’Emilia Romagna nelle scorse ore che già a messo in difficoltà il movimento – in particolare sulla dorsale adriatica – ha portato più confusione che soluzioni per i viaggiatori. Nonostante la revoca, infatti, molte compagnie aeree hanno comunque soppresso diversi voli, compromettendo i piani di viaggio dei passeggeri.
Secondo i dati ricavati da banche dati che monitorano l’operatività giornaliera delle compagnie aeree, circa il 10% dei voli programmati è stato annullato nonostante lo sciopero fosse stato revocato.
Nel complesso si è rilevato che Ryanair ha cancellato 80 collegamenti, easyJet 74, ITA Airways 54, Lufthansa (inclusa la sua partner regionale Air Dolomiti) 58, Wizz Air 20, e Air France 19. Queste cancellazioni hanno lasciato i passeggeri in una situazione di disagio e incertezza, nonostante la speranza paventata solo il giorno prima la prevista astensione, di una giornata senza interruzioni.
La decisione di revocare lo sciopero, tuttavia, è giunta troppo tardi, solo a poche ore dall’inizio previsto. Questo ha reso estremamente difficile per le Compagnie aeree riorganizzare i voli e avvertire i passeggeri in tempo utile.
La riorganizzazione dei voli in tempi così stretti è un compito arduo, lo comprendiamo, ma è fondamentale che le Compagnie aeree si adoperino al massimo, per garantire il minor impatto possibile sui viaggiatori, nel rispetto delle normative vigenti. Purtroppo non sempre lo fanno.
Anche se parzialmente giustificabili le difficoltà nella riorganizzazione di alcune rotte, del tutto ingiustificata e perciò esecrabile, la cancellazione di alcuni voli intercontinentali diretti negli Stati Uniti. Questo perché tali collegamenti avrebbero dovuto essere garantiti nonostante lo sciopero. La normativa che tutela i servizi essenziali, infatti, prevede che, anche in caso di sciopero, debbano essere garantiti i collegamenti ritenuti indispensabili, tra cui sicuramente quelli di collegamento intercontinentale.
Pertanto, nonostante lo sciopero sia stato revocato, i passeggeri si sono trovati comunque in difficoltà, e paradossalmente, rischiano di trovarsi coinvolti già il prossimo 4 giugno, data in cui si è previsto di riorganizzare lo sciopero che si sarebbe dovuto tenere ieri, in una situazione analoga.
In conclusione l’annullamento dei voli, nonostante la revoca dello sciopero, ha causato notevoli disagi ai passeggeri. È importante che le compagnie aeree siano consapevoli delle loro responsabilità nell’assicurare una responsabile gestione dei voli, oltre a una corretta assistenza ai passeggeri, soprattutto in situazioni di sciopero.
I passeggeri, d’altra parte, devono essere consapevoli dei loro diritti e ricorrere alle opportune vie per ottenere il giusto indennizzo in caso di cancellazioni ingiustificate.
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